L’anno bisestile, tutte le curiosità

Anno bisesto tutte le cose van di traverso? Molte sono le leggende e le superstizioni legate al 29 febbraio

che ogni 4 anni compare magicamente sul nostro calendario. Ma perché nel 2016 ci saranno 366 giorni invece di 365? Scopriamolo insieme!

 

Tutti sappiamo che un anno solare è di 365 giorni ma, esattamente, ne occorrono circa 365,25 di giorni affinché la Terra completi il viaggio intorno al sole. Quindi, per mantenere il calendario gregoriano, quello utilizzato maggiormente nel mondo, se si aggiunge un giorno in più ogni 4 anni riusciamo a non fare slittare le stagioni. Semplice, no?

Se non si applicasse questa piccola variazione ogni 4 anni, la data di inizio delle stagioni cambierebbe perché l’anno civile non seguirebbe più l’anno solare. Il 21 marzo potrebbe non coincidere più con l’equinozio di primavera che potrebbe così spostarsi ad aprile, maggio o giugno, provocando un’immensa confusione.

Quindi per risolvere il dramma si introduce un giorno in più ogni 4 anni. Ma ciò non accade sempre. Infatti, un anno può essere bisestile solo se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari che si dividono per 100 e che non sono divisibili per 400. Ad esempio, il 1600 e il 2000 sono stati anni bisestili, mentre non lo sono stati il 1800 e il 1900.

 

La storia

Nel 46 a.C., Giulio Cesare aggiunse un giorno in più per gestire le sei ore in più che avanzavano ogni anno. Ma questa nuova procedura non risolse i problemi con le coincidenze dei solstizi perché i giorni bisestili erano troppi e il calendario adottato non coincideva con quello solare. Così, nel 1582, Papa Gregorio riformò il calendario giuliano e stabilì che l’anno bisestile esiste ogni 4 anni sono se questo fosse divisibile per 400.

 

Superstizioni e curiosità

Per alcuni l’anno bisestile è un anno che porta sfiga! Ma non è così perché le statistiche ci dicono che le sventure capitano con la stessa frequenza ogni anno. Quindi il 2016 è un anno come tutti gli altri! In realtà, nell’antica Roma, febbraio era il mese da dedicare ai morti a ai riti per i defunti perché era l’ultimo mese prima di marzo, che era il primo mese del nuovo anno. A febbraio si celebravano le Terminalia e le Equirie come conclusione di un ciclo cosmico, simbolo di morte e di fine.

Ma, anche recentemente, erano bisestili gli anni in cui avvennero delle grandi calamità come i terremoti: il 1908, era bisestile e ci fu un terribile terremoto a Messina. Nel 1968 nel Belice; nel 1976, in Friuli e nel 2004 lo tsunami nell’Oceano Indiano.

 

Ma queste sono tutte coincidenze. Ha detto Eco, “La superstizione porta sfortuna”.

No Comments Yet

Comments are closed